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lunedì 4 luglio 2011

WIMBLEDON HA UN NUOVO PADRONE: NOVAK DJOKOVIC

fonte immagine: www.sport.it


Novak Djokivic è il nuovo numero uno del mondo. Fino a ieri era solo la classifica aritmetica stilata dal computer della Federazione a dirlo, adesso dopo il successo contro Rafael Nadal nella finalissima di Wimbledon è anche il campo a esprimere il verdetto. Si è quindi arreso ancora una volta Nadal, è la quinta volta consecutiva che lo spagnolo perde contro il serbo, questa è però la prima vittoria di Novak contro Rafa in una prova del Grande Slam. Nella sua quinta finale slam Djoko centra il suo terzo successo, nella sua quinta finale a Wimbledon Rafa non riesce a mettere il terzo sigillo nell'albo del torneo londinese. Nadal resta così fermo a quota due titoli a Wimbledon a meno quattro da Federer, che almeno nell’albo d’oro può tirare un respiro di sollievo. Per l’ex numero uno del mondo è sfumata anche la possibilità di fare per la terza volta l’accoppiata Roland Garros – Wimbledon, impresa riuscita invece a Borg. Ma oggi è la giornata del campione, del Serbo che a 4 anni sognava Wimbledon e che a 24 si porta a casa quel titolo che chiunque sappia giocare a tennis sogna.


Con il punteggio di 6-4, 6-1, 1-6, 6-3 Novak porta a compimento una partita quasi perfetta, a parte il passaggio a vuoto nel 3 set. Dopo i due Australian Open vinti contro Tsonga nel 2008 e Murray quest’anno, è arrivata in poco meno di due ore e mezza la vittoria forse più bella. Troppo superiore Djokovic, che ormai sta infliggendo a Nadal quel complesso che lui era abituato a imporre ai propri avversari, Federer per citarne uno su tutti. Contro Djokovic è invece il Maiorchino a vivere quella situazione a tratti d’impotenza, in campo Nadal da l’impressione di non sapere cosa fare per vincere. Dopo aver rimesso in piedi la partita restituendo il 6-1 all’avversario, lo spagnolo è precipitato di nuovo nel quarto set. Subito il brak sul 4-3 a causa di una prima di servizio che non è mai entrata il destino di Rafa era ormai segnato. Il cammino di Novak nel 2011 è invece semplicemente devastante, una sola sconfitta, contro Federer in semifinale del Roland Garros, otto trionfi su nove tornei giocati.


L’8 agosto comincerà la stagione del cemento, Canada prima e Cincinnati poi, ormai è chiaro che la sfida sarà ancora tra Djoko e Rafa. Pronti ad inserirsi nel duello ci saranno Federer e Murray e un Juan Martin Del Potro tornato finalmente ad alti livelli. Tutti pronti a sfidare Novak Djokovic: il nuovo padrone del tennis.

C.C

mercoledì 22 giugno 2011

LE TAPPE DI QUELLA MAGNIFICA AVVENTURA CHIAMATA "WIMBLEDON"



Le origini e la magia di Wimbledon - Era il 1877 quando per la prima volta sul campo di Worple Road andava in scena il singolare maschile di quello che sarebbe diventato il torneo più prestigioso e più antico della storia del tennis. Ad aggiudicarsi quella prima gemma di Wimbledon fu Spencere Gore. Dal 1877 moltissimi campioni e campionesse hanno fatto la storia del torneo contribuendo con le loro gesta ad aumentare il fascino e il prestigio di Wimbledon. Non c’è tennista che varcata la porta dell’All England Club non resti abbagliato dalla magia che un posto così emana. Nella più piena tradizione inglese Wimbledon è l’unico torneo che ha mantenuto le sue caratteristiche storiche e che nonostante il passare degli anni non si è fatto piegare dalla globalizzazione. Entrare sul centrale di Wimbledon vuol dire tuffarsi in quello spirito tipicamente inglese di fine ‘800 e inizi ‘900. Nessuna pubblicità, nessun marchio gigantesco dietro le spalle dei giocatori, fattori che invece caratterizzano gli altri tornei del mondo, compresi gli altri tre slam. La tradizione della divisa rigorosamente in bianco e che nessun tennista si è mai sentito di infrangere, il solo Agassi fu tentato, ma anche lui affascinato dalla magia di Wimbledon desistette. Il palco reale verso il quale i giocatori all’ingresso e all’uscita s’inchinavano d’innanzi la regina. Fattori che hanno caratterizzato e caratterizzeranno per sempre il torneo. L’unico passo alla modernità che Wimbledon ha accettato è stato il tetto che dal 2009 in caso di pioggia copre il centrale. Il 17 maggio 2009, nella presentazione del nuovo impianto il centrale per la prima volta si chiude sopra le teste di Andre Agassi, Steffi Graf, Tim Henman e Kim Clijsters impegnati nel match di esibizione. Molte volte le partite si sono prolungate per interruzioni dovute alla pioggia, non ci saranno più incontri interrotti e ripresi addirittura il giorno dopo e forse anche per questo resterà scolpita nella memoria e negli occhi di tutti la magica premiazione del torneo del 2008, quando a illuminare il center court c’erano solo i flash delle macchine fotografiche che immortalavano il primo trionfo di Rafael Nadal.


I Vincitori - Molte le leggende del tennis che hanno segnato la storia di questo sport anche grazie a quello fatto a Wimbledon. Suzanne Lenglen è sicuramente una di queste. Sei volte vincitrice sull’erba inglese, prima donna a presentarsi dinnanzi sua maestà con un modello d’abito che lasciava le braccia scoperte e con la gonna tagliata sopra il polpaccio, donna capace con la sua personalità e testardaggine di abbandonare il tennis proprio a Wimbledon attraverso un incidente con gli organizzatori, mandando su tutte le furie la Regina che voleva vederla giocare. Suzanne, morta nel ‘38 per una gravissima forma di leucemia, vanta una sola sconfitta per abbandono sull’erba di Wimbledon e fu una delle apri pista per il passaggio del tennis al professionismo. Dal 1924 al 1929 Wimbledon si tinse del tricolore francese Jean Borotra, René Lacoste, Henri Cochet e Jacques Brugnon dominarono tutti i tornei d’Europa. Il 1934, ‘35 e ‘36 sono gli anni di Fred Perry. Gli anni in cui un inglese è profeta in patria ed è da quei tre successi che gli inglesi aspettano un connazionale vincere il torneo. Con il passaggio al professionismo nel ’47 il tennis cambia. A Wimbledon come negli altri maggiori torei per i primi anni dopo la scissione possono continuare partecipare solo i dilettanti, ovviamente lo spettacolo ne ha risentito fino a quando non è stato permesso l’accesso a entrambi. Nel 1968 avverrà comunque la tanto attesa fusione.


Il dominio australiano - La fine degli anni ‘40 e gli inizi del ‘50 sono di marca australiana con i trionfi di Sedgman e Lew Hoad. Dominio australiano anche per buona parte degli anni 60 quando Rod Laver vince Wimbledon 4 volte e mette a segno ben due grandi slam, successivamente è Roy Emerson a vincere ancora sotto i colori dell’Australia. A trionfare a Wimbledon rappresentando la Spagna prima di Rafa Nadal c’è stato nel 1966 Manolo Santana, anche lui come Rafa più propenso a giocare sulla terra rossa. Vittoria di Santana a parte Wimbledon è ancora australiano con John Newcombe e Tony Roche.


Donne al potere e il regno di Borg - Nel 1971 intanto viene introdotto il tie-break, ad eccezione del 5 set. In campo femminile a dominare c’è Billie Jean King, trionfatrice 6 volte nel singolare, arrivando inoltre al numero record di 20 titoli a Wimbledon contando il doppio femminile e il doppio misto. Campionessa straordinaria in campo e attivista sempre in prima linea per l’emancipazione delle donne nel tennis fuori dal campo. Nel 1976 inizia il primo vero regno a Wimbledon che precederà quelli di Pete Sampras e di Roger Federer. Bjorn Borg dominatore sul rosso, domina anche sull’erba vincendo dal ’76 all’ ’80 cinque edizioni di fila del torneo.


Le rivalità storiche - Nel femminile c’è invece il dominio di Martina Navratilova che nel 1978 vince la prima di nove edizioni del torneo, l’ultima nel 1990. Passerà alla storia la rivalità con Chris Evert che riuscì a vincere Wimbledon solo nel 1976 e nel 1981. Nel maschile a mettere fine al regno di Borg è il fenomenale quanto “pazzo” John McEnroe, che trionfa a Wimbledon nel ’81, ’83 e 1984. Nel 1988 intanto è un’altra leggenda del tennis a prendersi la ribalta sul center court: Steffi Graf, trionfa a Wimbledon per la prima delle sette volte. Nel 1985 cominciano i domini di Boris Becker e Stefan Edberg. Dopo la rivalità storica della Evert contro la Navratilova, quella intensa ma breve tra Borg e McEnroe e quella tra Becker e Edberg ne comincia un’altra che spaccherà per anni il mondo del tennis tanto quanto solo Federer – Nadal faranno dal 2000 in poi: l’America e il Mondo si dividono tra Sampras e Agassi. Sampras è il padrone di Wimbledon lo vince ben 7 volte, Agassi riesce a imporsi solo nel 1992, ma le sfide tra i due giocatori restano storiche, i due americani sono due giocatori agli antipodi, sia nel come porsi in campo e ai media. Non è solo una sfida tennistica ma una vera e propria differenza di culture.


Il sogno di Henman - Dal 1994 a far sperare il popolo inglese c’è stato Tim Henman, il forte tennista inglese che ha sempre sentito forte il peso della nazione sulle spalle. Con gli inglesi riversati sulla ormai celebre “Henman’s Hill” per sostenerlo Tim non è riuscito ad andare oltre le semifinali per ben quattro volte, senza riuscire mai a giocare e magari vincere quella finale che un popolo intero brama.


La transizione prima di Federer - Il 2000 vede l’ultima perla di Sampras. Nel 2001 riesce finalmente a vincere Wimbledon, dopo tante finali perse, Goran Ivanisevic, che ha avuto nella sua instabilità il suo più grande limite. Nel 2002 è di nuovo un australiano a vincere: Lleyton Hewitt. Dal 2003 è storia recente ed è anche facile ricordarla, Roger Federer diventa il nuovo padrone dell’All England Club dopo Borg e Sampras. Dopo aver chiuso il regno di Pete nel 2001 nei quarti di finale, lo svizzero ha dovuto aspettare due anni per cominciare la sua striscia di successi. Nel 2003 vince contro Mark Philippoussis, contro Andy Roddick nel 2004, ancora contro Roddick nel 2005. Nel 2006 va in scena la prima di tre finali consecutive tra Federer e Nadal per quella che è l’ultima vera grande rivalità che ha spaccato in due i tifosi di tennis. Troppo diversi per affascinare allo stesso modo il tifoso e in questi anni ci siamo dovuti per forza identificare in uno solo dei due stili, scegliere insomma tra il “c’mon” o il “vamos”.


Roger vs Rafa - Le prime due finali sono di Federer nel 2006 in quattro set. Nel 2007 Nadal, dopo evidenti progressi anche sull’erba, costringe Federer al quinto set, ma è nel 2008 che va in scena quella che è considerata la più grande partita di tutti i tempi. Federer è a caccia del sesto titolo di fila che gli permetterebbe di superare Borg, Nadal vuole vincere finalmente anche sull’erba. Lo spagnolo domina i primi due set, Federer, dopo la pausa per pioggia, si ricorda di essere sul center court di Wimbledon non sul Philippe Chatrier a Parigi: è rimonta con 2 match point annullati. Al quinto è la pioggia a farla da padrone ancora una volta. Federer sembra lanciato verso il compimento della clamorosa rimonta, ma la stessa pioggia che ha bloccato la discesa di Nadal nel terzo set stavolta arriva in soccorso dello spagnolo: è ancora una volta pausa. Al rientro Nadal si è ripreso, senza tie- brak la partita si prolunga fino all’8-7, quando lo spagnolo riesce a chiudere l’incontro leggendario sul 9-7 a suo favore a Londra sono le 22 e 30. Federer come Borg, cede Wimbledon e poche settimane dopo anche la prima posizione del ranking mondiale. Quello che era l’imbattibile sull’erba è tornato umano, ma nel 2009 Federer torna a Londra e si riprende Wimbledon. Senza Nadal, fuori per infortunio, è ancora Roddick a contendergli il titolo, l’americano stavolta si arrende solo al quinto set perdendolo per 16 giochi a 14.


Nadal si riprende Wimbledon, mentre dominano le Williams - Nel 2010 due eventi storici caratterizzano il torneo: il ritorno della regina dopo 33 anni e il match-maratona sul campo 18 tra Isner e Mahut. Il punteggio del 5° set recita: 70 giochi Isner c 68 Mahut dopo 11 ore e 5 minuti di gioco. Il campione in carica intanto cede ai quarti di finale contro Berdych: per la prima volta dal 2003 Federer non gioca l’atto conclusivo del torneo, a trionfare sarà ancora una volta Rafael Nadal. Nel femminile il nuovo millennio è targato Serena e Venus Williams che si sono spartite 9 titoli. Cinque li ha vinti Venus, quattro Serena. La storia di Wimbledon è destinata a continuare e a brillare, regalando altri trionfi leggendari, altre partite sensazionali e altre rivalità storiche. Già da quest’anno forse con Djokovic e con lo scozzese Murray, che tanto scalda il cuore pieno di speranza dei sudditi di sua maestà, si potrà interrompere il dominio Federer – Nadal ma è presto per saperlo… sui campi dell’All England club il torneo del 2011 è appena iniziato.


Cristiano Checchi

sabato 4 giugno 2011

STUPENDO FEDERER, IN FINALE ANCORA ROGER CONTRO RAFA

fonte immagine: www.sport.it


Se ti chiamano Re del Tennis fai fatica a pensare un giorno di dover abdicare, di dover cedere scettro e corona definitivamente. È questa fatica, è il non accettare questo amaro destino che permette a Roger Federer di sfoderare prestazioni del genere. In attesa di della finale di domenica come si fa a non spendere due righe su quel ragazzo di Basilea, che va per i 30, che ieri si è preso con una superiorità a tratti mostruosa il pass per la sua 23esima finale di uno Slam?


Viene facile, quasi quanto a lui giocare, parlare di quello visto ieri sul Philippe Chatrier. Novak Djokovic, quello che non perdeva più, quello che veniva da 43 vittorie consecutive… quello che ormai batteva sempre anche Nadal, è stato spazzato via da un Federer che ha raggiunto livelli di tennis che i giornalisti, quelli bravi, amano definire “marziani”. Quel “c’mon” strillato, con più frequenza rispetto a qualche anno fa, e quel dito alzato al cielo dopo punti mai visti prima, e che dopo di lui forse non si vedranno più, mai fatto negli anni passati stanno li a ricordare a tutti che il Re non è morto, che anche se va per la trentina lui, Re Roger, quando sta bene in campo è in grado di fare cose stratosferiche. Ieri Novak, straordinario fenomeno, passava da una crisi isterica all’altra, girandosi dopo quasi tutti i punti di Federer verso il suo angolo con la faccia di uno che non capiva cosa stesse succedendo. Stupito e forse, aggiungo io, anche ammaliato da certi colpi che non ti aspetti possano riuscire. Più volte le telecamere hanno ripreso i suoi sorrisi e i suoi sguardi carichi di stupore, amarezza e rabbia.


È la quinta finale di Federer sulla terra dello Salm parigino, tre perse contro Rafa Nadal e una vinta, due anni fa, contro Soderling. Domani al campione svizzero servirà un’altra partita perfetta per battere il mostro della terra rossa, per battere quello che più di tutti gli ha fatto male, resteranno negli occhi di tutti le lacrime di Melbourne, per battere quello che non ha permesso a Federer di essere considerato a tutti gli effetti il giocatore più forte della storia, perché comunque non lo si può nascondere sulla terra il Maiorchino è sempre stato il più forte. Il Fed-Express, come lo chiamavano quando non perdeva mai, però si è guadagnato la possibilità di fare ancora una partita perfetta per non abdicare, di creare ancora una gemma per vincere finalmente a Parigi contro Nadal… ancora una possibilità di riprendersi quella corona che il tempo e Nadal gli hanno portato via.


Cristiano Checchi

martedì 30 novembre 2010

ROGER FEDERER: IL MAESTRO DEI MAESTRI


Roger Federer chiude il 2010 con il botto, allo stesso modo con cui l’aveva aperto: con un trionfo. Domenica è andata in scena a Londra la finale dell’ATP World Tour Finals. Il campione svizzero ha battuto nella finalissima il suo eterno rivale Nadal con il punteggio di 6-3, 3-6, 6-1. Un Federer d’altri tempi, quello visto in campo contro lo spagnolo, che è stato aggressivo sin dall’inizio non permettendo a Rafa di sfruttare la sua superiore potenza, non facendosi quasi mai incastrare nello scambio dritto contro rovescio, scontro che vede Nadal notevolmente avvantaggiato. Nell’ottavo game del primo set si consuma il primo break della partita, Roger strappa il servizio a Rafa e va a servire per il set. Servizio poi tenuto agevolmente. Nel secondo set Nadal è più aggressivo sul 2 a 1 per lui si procura due palle break, la seconda sarà quella giusta per andare 3 a 1. Con un Nadal più aggressivo Federer torna a subire lo scambio, con i piedi dentro al campo il maiorchino è micidiale. Con facilità Nadal va a vincere il secondo set (6-3). L’incantesimo sembrava finito, il Federer perfetto visto in tutta la settimana, capace di annichilire nell’ordine Ferrer, Murray, Soderling e Djokovic, sembra sciogliersi di fronte al solito Nadal. Ma questo è un Federer diverso, consapevole di quello che si deve fare per battere Nadal, consapevole della propria forza e forte di una condizione fisica al top. Nel terzo set spazza via dubbi e incertezze asfaltando lo spagnolo che sul 2 a 1 per Federer perde il servizio e di conseguenza la partita. Nadal non vincerà più un game e sulla palla dubbia sul secondo match point è proprio Nadal ad indicare che la palla è dentro: è la resa del numero uno del ranking… è trionfo Federer. Per lo svizzero è il quinto masters di fine anno vinto, raggiunti Sampras e Lendl. Pochi mesi fa sembrava un Federer di fine carriera, adesso, messo in bacheca il 66esimo titolo, abbiamo di nuovo un Federer pronto a dare battaglia per un 2011 che si preannuncia spettacolare.


Cristiano Checchi

domenica 4 aprile 2010

CLIJSTERS E RODDICK: E' TRIONFO!!!


È la Clijsters a trionfare sul cemento americano di Miami, la belga ha annichilito una mai pervenuta Venus Williams. La campionessa degli US Open in carica ha schiantato l’avversaria statunitense con un secco 6-2 6-1. La partita non è stata quasi mai in discussione con la belga padrona del campo. Cosi la supermamma alza un nuovo trofeo dopo il suo rientro dal momentaneo ritiro; a essere travolta nell’estate americana del 2009 fu l’altra delle gemelle Williams. A vincere il torneo maschile è stato finalmente Andy Roddick che conclude un ottimo torneo giocato sempre ad altissimo livello, dopo aver battuto Rafael Nadal in semifinale l’americano ha battuto il ceco Tomas Berdych per due set a zero con il punteggio di 7-5 6-4. Andy due settimane fa era stato sconfitto da Ljubicic nella finale di Indian Wells, adesso contro Berdych è arrivato finalmente il ventinovesimo titolo in carriera. Erano quattro anni che l’ex numero uno del mondo non s’imponeva in un masters 1000 l’ultima volta era il torneo di Cincinnati ben quattro anni fa. Una bella carica per il proseguo della stagione di Roddick. Anche se non è arrivata la vittoria per Berdych è stato comunque un ottimo torneo che l'ha visto fa far fuori Federer, Verdasco e Soderling.

Cristiano Checchi

venerdì 2 aprile 2010

MIAMI: RODDICK E NADAL CONTRO IN SEMIFINALE. CLIJSTERS E' ANCORA FINALE



Continua la stagione del tennis sul cemento americano; il circuito tennistico ha fatto tappa a Miami. Sono usciti a sorpresa le teste di serie Federer, Djokovic e Murrey. C’è però un Nadal in grande spolvero e un ormai ritrovato Roddick. Saranno loro due i protagonisti di una semifinale del torneo americano. Lo spagnolo, ormai sceso al numero 4 della classifica mondiale, ha battuto nei quarti di finale il francese Jo-Wilfried Tsonga con un facile 6-3; 6-2. Anche Roddick non ha avuto vita durissima nei quarti contro Almagro vincendo per 6-3; 6-3. L’altra semifinale vedrà come protagonista Robin Soderling, che dal Roland Garros dello scorso anno ha trovato grande continuità, il quale ha battuto nei quarti M. Youzhny con un secco 6-1; 6-4. Dall’altra parte della rete lo svedese troverà Tomas Berdych il quale, dopo aver fatto fuori Roger Federer, ha eliminato anche Fernando Verdasco nei quarti per 2 set a 1. Verdasco aveva vinto il primo 6-4, poi la rimonta di Berdych che ha portato a casa secondo e terzo set per 7-6; 6-4. In campo femminile la finale è già programmata. Mamma Clijsters ha vinto l’attesissimo debry contro Justin Henin con il parziale di 6-2; 6-7; 7-6. L’altra finalista sarà Venus Williams che ha eliminato la Bartoli 6-3;6-4. La parola ora passa al campo per decretare campione e campionessa di Miami 2010.

Cristiano Checchi